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Annalisa Zanchin Parrucchieri
Sarti di Bellezza

Perché il taglio ti piace in salone e non riesci a rifarlo a casa

Perché il taglio ti piace in salone e non riesci a rifarlo a casa — Annalisa Zanchin Parrucchieri, Vergiate (VA)

Se il taglio funziona in salone ma non a casa, quasi sempre il problema non è la tua manualità: è che quel taglio è stato progettato per essere pettinato da qualcun altro. È una differenza che si può correggere, ma va detta ad alta voce prima di tagliare, non dopo.

È una delle cose che sentiamo più spesso, e vale la pena smontarla per bene, perché il senso di inadeguatezza che lascia è del tutto immeritato.

In salone giochi in casa d’altri

Quando sei sulla poltrona ci sono tre vantaggi che a casa non hai: due mani libere che vedono la nuca, un phon professionale con una spazzola scelta apposta, e qualcuno che conosce esattamente dove spingere il volume. Nessuna di queste tre cose è replicabile davanti allo specchio del bagno, e nessuna dipende dalla tua bravura.

Il punto quindi non è imparare a fare quello che facciamo noi. È avere un taglio che non abbia bisogno di tutto quello per stare in piedi.

I quattro motivi più frequenti

  • Troppo peso tolto, o tolto nel punto sbagliato. Uno scalato aggressivo dà movimento sotto le mani di chi lo fa, ma a casa si apre e diventa ingovernabile.
  • La forma va contro il capello. Se il tuo capello ha un’onda naturale e il taglio presuppone che sia liscio, ogni mattina stai combattendo contro la tua stessa testa.
  • La riga non è la tua. Spostata di lato in salone sta benissimo; il giorno dopo il vortice se la riprende e la forma cambia.
  • Nessuno ti ha chiesto quanto tempo hai. È la causa più banale e la più comune.

La domanda che cambia il risultato

Prima di tagliare, la domanda utile non è “che taglio vorresti” ma “come sono i tuoi capelli il martedì mattina, quando hai fretta e non hai voglia”. La risposta a quella domanda contiene tutto: quanto tempo hai, quanto sei disposta ad armeggiare, cosa succede se lasci asciugare all’aria.

Un taglio riuscito non è quello più bello il giorno stesso. È quello che regge il martedì mattina.

Cosa puoi chiedere, concretamente

  • Chiedi un taglio che stia anche senza piega, se la piega non la farai.
  • Chiedi di vedere come si asciuga, non solo il risultato finito: dove mettere le dita, in che direzione mandare l’aria.
  • Chiedi se la forma funziona con la tua riga naturale, non con quella che ti piacerebbe avere.
  • Di’ senza imbarazzo quanti minuti sei disposta a dedicarci. Cinque è una risposta legittima, e cambia il progetto.

Tre cose che aiutano subito, a casa

Nel frattempo, qualche accorgimento che fa più differenza di quanto sembri:

  • Asciuga le radici per prime, a testa in giù, quando il capello è ancora molto umido. Il volume si decide lì, non sulle lunghezze.
  • Non pettinare a secco un capello mosso: apre l’onda e crea il crespo.
  • Meno prodotto di quanto pensi, e messo sulle lunghezze, mai vicino alla cute.

Se il taglio è già fatto e non ti convince

Non serve aspettare mesi. Spesso bastano piccoli aggiustamenti — alleggerire un punto, ridisegnare la caduta intorno al viso, correggere la lunghezza davanti — per rendere gestibile una forma che era quasi giusta. Torna e diccelo: è informazione utile, non una lamentela.

Nel salone di Vergiate lavoriamo su appuntamento proprio per avere il tempo di questi discorsi. Se vuoi partire da un quadro della tua situazione, c’è lo Zanchin Check; se vuoi vedere cosa comprende un percorso, trovi tutto nei servizi.

In breve

  • Se il taglio non ti riesce a casa, quasi sempre è un problema di progetto, non di manualità.
  • La domanda giusta prima di tagliare riguarda il tuo martedì mattina, non il tuo taglio ideale.
  • Un taglio si può correggere in corsa: non serve aspettare che ricresca.

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