Perdere fra i cinquanta e i cento capelli al giorno è del tutto normale: fa parte del ciclo di ricambio. Quello che merita attenzione non è la caduta in sé, ma un cambiamento — se la quantità aumenta all’improvviso, se dura oltre qualche mese, o se la densità si riduce in un punto preciso.
Parliamone con calma, perché su questo tema circola molta ansia e poca informazione utile.
Il ricambio fisiologico
Ogni capello vive per anni, poi riposa e cade, e dal suo bulbo ne nasce uno nuovo. In qualsiasi momento una parte della tua testa è in fase di riposo: è per questo che ne trovi sulla spazzola e nella doccia. È fisiologia, non un problema.
Ci sono anche due periodi dell’anno in cui la caduta aumenta naturalmente, l’autunno e in misura minore la primavera. Dura qualche settimana e si riassorbe.
I segnali che meritano un’occhiata
- La caduta è molto più abbondante del solito e va avanti da più di due-tre mesi.
- La riga si allarga: è l’indicatore più affidabile di un diradamento, più del numero di capelli sulla spazzola.
- Compaiono zone con densità ridotta, in particolare sulle tempie o sulla sommità.
- La caduta si accompagna a prurito, arrossamento o desquamazione della cute.
- I capelli che ricrescono sono più sottili dei precedenti.
Cosa possiamo fare noi, e cosa no
Va detto con chiarezza, perché è una distinzione importante: noi non facciamo diagnosi. Un parrucchiere può osservare lo stato della cute, la qualità del fusto, come si comporta il capello, e può accorgersi che qualcosa è cambiato rispetto alla volta prima — spesso siamo i primi a notarlo, perché guardiamo quella testa da vicino e con continuità.
Quando i segnali suggeriscono che serve altro, il consiglio giusto è rivolgersi a un dermatologo. Non è uno scaricabarile: è il professionista che può indagare le cause, che possono essere ormonali, alimentari, legate a una terapia o a un periodo di stress intenso.
Quello che possiamo fare è accorgercene presto e dirtelo. La causa la cerca chi ha gli strumenti per cercarla.
Dove invece incidiamo davvero
Su tutto quello che riguarda l’ambiente in cui il capello cresce, e non è poco:
- Cute in equilibrio. Una cute costantemente irritata, grassa o secca non è un buon terreno. I rituali specifici lavorano su questo.
- Meno stress meccanico. Code strette, elastici, spazzolate aggressive sul bagnato e piastre quotidiane spezzano il capello: non è caduta dal bulbo, ma il risultato visivo è lo stesso.
- Un taglio che aiuti. Su una chioma che si è diradata, la forma giusta restituisce corpo e volume apparente in modo immediato.
- Detergenza corretta. Spesso il prodotto usato a casa è troppo aggressivo, o troppo ricco, per quella cute.
Intanto, tre cose da non fare
- Non legare i capelli stretti quando sono bagnati: è il momento in cui sono più fragili.
- Non passare a lavaggi rarissimi pensando di “risparmiare” capelli: una cute grassa in sofferenza peggiora.
- Non affidarti a rimedi generici trovati online prima di aver capito di cosa si tratta.
Se vuoi un primo quadro, lo Zanchin Check include domande sullo stato della cute e restituisce un’indicazione. Per uno sguardo dal vivo, la consulenza in salone a Vergiate è il passo successivo: la trovi tra i servizi.
In breve
- 50-100 capelli al giorno sono normali; l’autunno ne aggiunge fisiologicamente.
- Il segnale più affidabile non è la spazzola: è la riga che si allarga.
- Il parrucchiere osserva e segnala; la causa la indaga il dermatologo.
- Su cute, stress meccanico e forma del taglio si può intervenire subito.


