Sono quattro tecniche di schiaritura diverse, e la differenza sta in tre cose: quanto è netto lo stacco dalla radice, quanto è visibile la ciocca e ogni quanto vanno rifatte. Sapere quale chiedere evita il classico malinteso in cui si desidera una cosa e se ne ottiene un’altra, tecnicamente ineccepibile ma non quella.
Mèches: la ciocca definita
È la più classica. Il colore si applica su ciocche separate, di solito con la stagnola, partendo vicino alla radice. Il risultato è netto e regolare: si vedono le ciocche chiare distinte dal fondo.
Va bene se vuoi uno schiarimento evidente e uniforme. Lo svantaggio è la manutenzione: partendo dalla radice, la ricrescita si nota, e in genere si torna ogni sei-otto settimane.
Balayage: la luce dipinta a mano
Balayage vuol dire “spazzolato”: il colore viene dipinto a mano libera sulla superficie del capello, più concentrato sulle lunghezze e sulle punte, più leggero verso l’alto. Non ci sono confini netti.
L’effetto è quello dei capelli schiariti dal sole: luce dove la prenderebbe naturalmente, cioè intorno al viso e sulle punte. Siccome la radice resta scura o quasi, la ricrescita non fa uno scalino: si può allungare a tre-quattro mesi tra un ritocco e l’altro. È la ragione principale della sua popolarità.
Shatush: il degradé sfumato
Simile al balayage nell’idea di partenza, diverso nell’esecuzione: il capello viene cotonato prima di applicare il prodotto, così lo schiarimento si concentra sulle punte e sfuma verso l’alto in modo molto graduale.
Il risultato è più concentrato in basso rispetto al balayage, con un degradé morbido. Anche qui la manutenzione è comoda, perché la radice non viene toccata.
Babylights: le ciocche sottilissime
Sono mèches molto fini, sottili come i capelli schiariti dei bambini. Si lavora su ciocche piccolissime per ottenere una luminosità diffusa e discreta, senza ciocche riconoscibili.
È la tecnica più delicata sul capello e la più naturale come effetto, ma è anche la più lunga da eseguire: servono molte ciocche per coprire la testa.
Come scegliere: tre domande
- Quanto voglio che si veda? Molto: mèches. Poco e naturale: babylights. Solare e vissuto: balayage.
- Ogni quanto posso tornare? Se non riesci a venire spesso, orientati su balayage o shatush: la ricrescita è indulgente.
- Da che base parto? Su una base scura ottenere un biondo freddo può richiedere più sedute. È una questione di salute del capello, non di volontà.
Nessuna tecnica è migliore in assoluto. È migliore quella che regge sul tuo capello e nella tua vita.
La parte di cui si parla poco: quante sedute
Un cambio importante raramente si fa in una volta sola. Passare da un castano scuro a un biondo luminoso in un pomeriggio è possibile solo maltrattando le lunghezze, e il conto arriva dopo, sotto forma di capelli che si spezzano.
Quando serve, costruiamo un percorso: due o tre appuntamenti distanziati, con trattamenti di sostegno tra uno e l’altro. Si arriva allo stesso punto, con i capelli ancora in salute.
Da noi, a Vergiate
Nel salone lavoriamo tutte queste tecniche, ma la scelta arriva sempre dopo aver guardato la base: colore di partenza, porosità, colorazioni precedenti. Un capello già trattato reagisce diversamente da uno vergine, e questo cambia sia la tecnica sia i tempi.
Trovi le schiariture tra i servizi con il listino, oppure fai lo Zanchin Check per capire da dove parti.
In breve
- Mèches: ciocche nette dalla radice, manutenzione ogni 6-8 settimane.
- Balayage: luce dipinta a mano sulle lunghezze, ricrescita indulgente, 3-4 mesi.
- Shatush: degradé concentrato sulle punte, sfumato verso l’alto.
- Babylights: ciocche sottilissime, effetto diffuso e molto naturale.


